Archivio per dicembre 2006

ingoIando

 
ingoiando rabbia e lacrime
una voce si alza dal profondo
 
 
 
VAFFANCULO BRUTTO INGRATO
viscido verme che ancora strisciando ti avvicini.
non parlare. fai una figura migliore.
resta lì e ascolta il rumore assordante delle tue colpe.
è assordante. lo so.
per te non c’è più purgatorio. mero inferno ti attende.
 
 
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prosciuga

 
 
mi prosciughi il cuore.
 
anche il mio corpo risente della tua assenza.
 
 
 
 
 
parli talmente tanto che mi sento sola.
non parli.
meglio così.
meglio il silenzio.
ha un’eloquenza assoluta.

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alone

quando sono con te sono sola.
un intenso conato di vomito.
lo so. non conto niente.
perchè continuare ad illudermi?
le lacrime colano. nn riesco a frenarte il pianto.
un buco al cuore.
 
 
 
 
 
 
 
sono ancora viva?
scrollami di dosso
il peso della delusione.
forse un pezzetto del tuo cuore è anche mio.
 
 
 
 
 
o forse no.

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iloveyou

fai appello alla mia sensibilità

non ti guarderò negli occhi
per ricadere nel tuo languido spettacolo.
 
 
si
amici per sempre.
e tu che patetico continui ad evitarmi.
attore meraviglioso di giorni felici e di pugni.
 
più nessuno verrà a guardarti.
 
resterete soli..non capisci?
resterete soli.
solo la tua amica più cara e odiata
 verrà a trovarti tutte le notti
per darti consolazione e tormento:
la tua coscienza.
 
MORIRAI DENTRO CON LEI ACCANTO
 
e io
e i miei occhi
rossi
gonfi
stanchi
di lacrime
ti guarderemo
mentre ti corrodi
nell’acido del tuo cuore

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guarda

guarda, ragazzo mio, fin dove l’occhio può arrivare.
respira ragazzo mio, questa è la mia aria.
raccogli la terra, figlio. racchiude lealtà
determinazione
fiducia in te stesso
impegno.
 
 
papà…
 
Lucifero…
 
accetto.
 
 

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regali

 
 Natale. tanti pacchi sotto l’albero addobbato a festa. nei suoi occhi una strana luce: la luce dell’avarizia, che le illuminava il volto. cauta si avvicinava, in un crescendo di desiderio ai suoi regali, ai regali tutti suoi, solo suoi. e gli occhi ancor più assetati. il viso, contorto in una strana posa era arricciato sul davanti, quasi a protendersi ancor più verso gli oggetti che la attendevano. vide un fiocco argento che brillava dei colori delle lampadine natalizie. il fiocco circondava una carta rossa che sigillava l’ignoto. presa rapida e forte. afferrò la scatola con le sue mani sempre più acuite, quasi artigli ormai. la annusò profondamente per assorbirne tutto il profumo. violentemente, senza alcun contegno l’aprì. non curandosi di ciò che conteneva la precedente ne prese un’altra, senza neanche ringraziare per il dono. scartò spasmodicamente un altro pacco, poi un’ altro, un’altro ancora. il rosso della carta da regalo si rifletteva nei suoi occhi. il rosso diveniva il colore della sua avarizia.

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it hurts

will you ripe out my heart?
 

it hurts too much to stay inside me.. 
 

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