Archivio per gennaio 2007

narciso

 
Narciso si specchia nei suoi stessi occhi, s’innamora del suo stesso sguardo, si perde nel suo sorriso. non riesce a guardare oltre se stesso, la sua bellezza investe i sentimenti, li demolisce, li devasta. Il riflesso dell’acqua lo porta all’illusione di una superiorità vana, lo conduce verso la rovina. Comincia, nelle certezze, ad accarezzare i suoi lineamenti per definirne la fisionomia. Lentamente si sfiora il volto, il tatto s’immerge nel magnifico : gli occhi nocciola, poco incavati, hanno una bellissima forma definita, lunghe ciglia ne delineano i tratti. Il naso, piccolo punto sul viso bellissimo, è regolare e snello, elegante. La bocca, rossa come fragola, è piccola e carnosa, quasi dipinta. Il viso tutto sembra essere creato da mani divine, senza minimo segno d’imperfezione. Narciso non può che diventare il suo stesso Dio, autocontemplandosi. E corre felice verso casa, tenendo stretto nella sua anima l’oggetto del desiderio, stringendolo forte. Sapendo che non potrà mai andare via. Corre veloce, spedito lungo la via della vita, va incontro alla vecchiaia, sicuro di superarla vincente. Corre sempre più forte, sempre più certo che la via verso casa si stia accorciando, nel guardare la sua sublime immagine. d ‘improvviso si arresta nel cammino. Qualcosa di più grande lo calpesta, lo ferisce : invecchia. Non è più certo di essere bello.
 
anche la bellezza sparisce, Narciso. Non resterà niente di te, solo un caduco ricordo.
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the guardian

un guardiano attentamente veglia sul destino di tronchi spezzati.

triste, rimpiazza un albero che morto lo guarda dal basso.

guardiano di terra bruciata, di nulla.

rami vuoti creano una foresta di odio intorno a lui.

e attende il buio che lo porterà via.

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VIA

 
PORTAMI VIA

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l’albero della vita

 
Sull’albero della vita nascono i bambini. Radici ben salde nel terreno del futuro che prendono l’humus e lo trasformano in linfa. La linfa scorre nelle varie piccole vene dell’albero, lo attraversa tutto fino a giungere ai rami. Per ogni ramo una diversa galassia, per ogni foglia un diverso destino. Tre persone vegliano sul sonno dei feti : una principessa, Speranza, con un lungo abito verde e i capelli intrecciati con fili d’erba; un uomo, chiamalo Dio, Allah, come vuoi, quest’uomo abbraccia una Signora dall’aria malinconica. Sul viso della Signora scorrono lentamente le lacrime, silensiose come il respiro dei figli. I tre guardiani non parlano mai. Preferiscono contemplare il crescere e amare l’egoismo della loro prole. I piccoli succhiano la linfa, aspirano tutto il buono dell’albero, se ne appropiano. Ecco perchè la Signora piange: perchè l’albero morirà, non ci sarà più vita nel cuore della gente, non ci sarà più Speranza.

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amore

adesso, solo adesso, la principessa cominciava a sentirsi sola
nel suo immenso castello di cose inutili.
non sapeva cosa farsene di tutto quell’oro, di tutte quelle preziosità.
La principessa cercava disperatamente amore.
Uscì per strada assetata di passione
correndo, convinta che l’avrebbe trovato, che la sua ricerca non sarebbe stata vana.
Urlò alla gente, tentando di comprare ciò che non aveva,
ma non si può compare un sentimento.
Camminò a piedi scalzi percorrendo  tutto il suo regno,
entrando in tutte le case, certa che prima o poi avrebbe visto il suo principe.
Arrivò la notte.
Una notte scura, buia, lunga.
La principessa non fece più ritorno, si perse nell’oscurità.
Questo è il sogno di una principessa che non troverà mai ciò che cerca : Amore. 
 

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avvolti l’un l’altra
senza capire più quale fosse il proprio respiro,
nell’incontro d’anime.
non annullamento, amore.

 
 

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you know I’ve been mistaken

 

and if you  chose to walk away
I’d still be right here waiting
searching for the things to say
to keep you right here waiting..
 
staind

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