Archivio per febbraio 2007

Musa

 
naufraga la mente nell’impossibile di capirti.
l’intesa diventa mistero.
ho trovato una musa.
 
il poeta pensava, tra le sue carte.
pensava ormai da 8 giorni, senza toccar cibo nè acqua.
e quando Lei andò a fargli visita sorrise.
La Musa arrivò, risvegliò il suo essere, attesa come ossigeno.
Sapeva del suo arrivo, conosceva il turbamento delle anime al suo passaggio.
il poeta sapeva che presto sarebbe arrivata.
sapeva che il corpo non ci mette molto a morire.
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verme

 
 
il verme solitario che mi consuma dentro si attacca alle viscere con violenza.
assassina l’anima.
da buona mamma crea il suo nido di sangue e devastazione. dovrò morire mentre le uova che ha deposto si schiuderanno e tante piccole larve corroderanno gli organi interni strisciando.
non vedrai nascere i tuoi figli, li vedrai morire, amica parassita.
il veleno che stringo tra le mani diventa il mio dolce compagno di guerra.

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lacerami

 

 
STRAZIAMI.
sazia il mio essere.
squarcia l’anima.
colma il vuoto.

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tum

 
nel gioco di ombre e luce le vecchie si divertono a malignare. dietro ai chiaroscuri si celano biechi sorrisi. un cordone ombelicale strozza i nuovi nati che annegano, assolutizzano e sperano ancora. e ancora.
e ancora.
e ancora.
e ancora.
il battito diventa via via più lento, fino a spegnersi completamente.
 improvvisamente cessa.
TUM
TUM
TUM
TUM
TUM
TUM
TUM
 
…..
 
 

1 Commento

.

 
dipingimi. dipingimi secondo il modo in cui mi vedi. dipingimi per l’aria schifata e pietosa che assumi ogni volta che mi guardi.
scusa se esisto.
scusami sinceramente.
e vaffanculo.

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Orlando e Angelica

 
Non c’è furia che tenga, Orlando. Non ti perderò, non mi perderai. non c’è bisogno di soffrire.
Angelica si ripeteva queste parole, prima di partire di ritorno nel Catai.
E la notte illuminava le sue speranze di una furia spenta e di un felice gusto di arcobaleno.
E l’aggrovigliarsi dei pensieri ricominciava a scorrere, a fluire veloce nella mente.
Forse Angelica aveva trovato la sua felicità. Forse Angelica aveva trovato la sua fede.
Forse Angelica aveva ritrovato te.
 

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hai perso

 
scacco matto. non c’è più niente da fare. anche la ribellione sarebbe inutile.
la squallida scacchiera si ritira in un surreale silenzio e la regina, vedova di marito e figli accoglie il martirio, tacendo lungamente.
se ne va avvolta nel suo manto di austerità e solitudine
celando una lacrima che invisibile scorre via.
sei sola regina. sola.
lo sai, da sola non riuscirai ad affrontare il mondo.
più avanti nel tuo cammino troverai una rivoltella. spara, regina. senza pietà. spara su te stessa per non morire. spara per andare via.
hai perso.
hai perso.
devi morire, regina.

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