lemele

 
un ballo in maschera, lande desolate per mele stanche e sole.
La mela l’aveva incontrato nell’afa di una primavera alle soglie, avvolto nel suo verde vorace. il cielo diafano, sottilissimo, sussurrava melodie di meraviglia incipiente. e le imperfezioni di quel verde speranza sembravano completarsi, insieme, sublimarsi nel cielo nitido e negli arcani sapori d’ignoto.
il gioco, tra gesti e silenzi, cominciava a farsi interessante.
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