rette parallele

avevamo sogni di resina, anime di ruggine

aspettavamo che fosse notte per esorcizzare le paure.

ricordavi a memoria ogni strada come fosse vita già vissuta

parlavi poco, ti limitavi ad inseguire la luce.

 

mi hai insegnato a non avere piedi e calpestare le foglie con le mani

tornerò ad essere suono e vento per ritrovarti.

 

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  1. #1 di willyco il novembre 22, 2011 - 6:13 am

    Tu, paziente di luce,

  2. #2 di Lolli il novembre 22, 2011 - 7:39 am

    Non “bisogna” essere vento per sempre …..

  3. #3 di tia il novembre 22, 2011 - 1:30 pm

  4. #4 di Maria il novembre 23, 2011 - 6:11 pm

    Accarezzare le foglie con i palmi delle mani.
    Una bella sensazione.

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