Archivio per agosto 2016

Non credevo al vuoto.

Prima che tu sparissi non credevo al vuoto

mi sembrava un modo impreciso di ricamare d’oro la solitudine

Prima che il tempo lasciasse sulla mia pelle i segni delle stagioni

pensavo che ogni ventre fosse fertile abbastanza da coltivare la vita.

Adesso che non ci sei

ho imparato che il nome preciso di questo cigaleggio estivo è dolore

che nulla accarezza i cuori più della malinconia.

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“credevo di averlo sparpagliato per il mondo”

 

Ho nel pugno i miei sospiri fatti carne

vestono di lutto

mi sussurrano i piccoli segreti della sopravvivenza

prima che torni la rosa dei venti e sparpagli le buone intenzioni.

Viaggiatore, non sai forse che tutte le strade sono impervie, senza un destino?

Scaverai da solo nel gorgo della tua solitudine fiorita

e non sarà il pino a farti ombra, ma un verdissimo tiglio

che, al passar la stagione buona, appassirà le foglie

e non ti lascerà che la memoria dell’odore smarrito della bellezza.

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