Archivio per settembre 2011

ita aetas nostra bene disponenti multum patet.

la vena segreta che affiora sulle mie mani arde di nostalgia

è una vocazione quieta alla tua pelle.

Il tempo trascorso è stato notte e sangue,

adesso le luci si scoprono spente ad aspettare le stelle.

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il peso della farfalla

 

il giorno resta sulla soglia delle tue palpebre chiuse e ancora imbevute d’incanto

cerca tepore

 

ho pensieri di rugiada da quando il tuo cuore mellifluo mi respira dentro.

 

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spoglierei questa insipida memoria per immergermi in te

cuore di tenebra per il mio mondo di vetro soffiato

tra gli spazi indistinti delle parole ed il pensiero commosso dai tuoi occhi

si schiude, acre, la notte.

 

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bandita la notte

ostruito l’orizzonte da questi palazzi violenti

non resta che silenzio spietato.

 

spasmi e asimmetrie tra il mio schermo e il tuo

piccole cicatrici notturne e parole in dissolvenza

 

mentre la luce lacera gli spazi

mi nascondo nelle zone d’ombra.

 

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la dimensione dei sogni e i petali di pensiero

 

continuo a sognarti con regolarità nelle aritmie della notte

al risveglio i mattoni rossi dei desideri restano randagi e affamati di luce.

 

 


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l’estate a raccogliere vento e a nasconderlo sotto le gonne.

il mio cuore è vestito di dolcezza

 

trascorse che sono le ore delle debolezze

intiepidite dai tremori notturni

distillo le attese.

 

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se tu cielo, io nuvola.

il giorno nasce scomposto

sento ancora fluire le stelle.

 

 

 

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